Prestito personale con garante: che cos’è e come funziona

Non è raro che, andando a chiedere una somma di denaro in prestito, la società che eroga il prestito chiede tra i requisiti la presenza di un garante; pena la non approvazione del finanziamento e quindi l’erogazione dei soldi richiesti. Il garante può essere richiesto per diversi motivi, come per esempio: una somma di denaro molto importante da prestare, rispetto al reddito percepito; oppure la mancanza di un contratto a tempo indeterminato, che rappresenta un requisito importante ai fini dell’approvazione della pratica. Andiamo a vedere quali di questi casi le banche richiedono l’intervento di un garante per l’approvazione del prestito, e come si sviluppa la procedura relativa al prestito con garante.

I tre motivi per i quali è necessaria la presenza di un garante

Sono tre i motivi per i quali l’istituto di credito richiede la presenza di un garante, necessariamente, prima di poter erogare un prestito personale.

– Se colui che richiede il prestito, non possiede un reddito certificato e continuativo, come per esempio una busta paga da lavoro dipendente, da almeno sei mesi di tempo; oppure una dichiarazione dei redditi di lavoratore autonomo.

– Se colui che richiede il prestito, pur avendo le credenziali di cui sopra, non percepisce una somma di denaro che sia ritenuta sufficiente dalla banca, per poter rimborsare le rate mensili; oppure se ha già contratto altri prestiti personali, che sono ancora in essere.

– Se colui che richiede il prestito è protestato, ed è segnalato in Crif.

Il ruolo del garante per l’erogazione del prestito

Dunque, per farla breve, qualsiasi caso elencato in precedenza, per poter ricevere il prestito c’è bisogno di un garante; una persona che, in caso di inadempienza del contraente, entrerà in scena per effettuare il pagamento della rata. Per questo motivo, il garante deve presentare gli stessi requisiti di cui abbiamo parlato in precedenza, e che sono necessari per far sì che la banca eroghi il prestito. Niente segnalazioni alla Centrale rischi, e un reddito certificato sufficiente per coprire la rata del prestito che si è richiesto. Il garante del prestito, potrà, in caso la situazione lo richieda, anche presentare un immobile di proprietà come garanzia. Presentata tutta la documentazione necessaria, come per un prestito normale, anche per quello con garante, si segue la solita prassi, andando a quantificare un tasso di interesse e il piano di rientro con le relative rate mensili. L’importo della rata non può superare il 40% di quello che è il reddito totale che il contraente ha dichiarato, e lo stesso vale anche per il garante.

Prestito con garante: quando non è accettato dalla banca

Abbiamo visto la funzione che il garante può avere per consentire l’erogazione del prestito, e quali requisiti debba avere per far sì che la pratica venga accettata dalla banca. Ora vediamo quando il prestito, pur presentando un garante, non viene accettato dalla banca. Abbiamo detto precedentemente che il garante è quella figura che interviene nel momento in cui il contraente, non riesce a pagare una o più rate. E’ chiaro che questi non può regolarmente andare a pagare il prestito fatto a nome di un’altra persona. Per questo motivo la banca, in presenza della richiesta di un prestito con garante, da parte di una persona disoccupata, tende a bocciare la pratica e a proporre il prestito direttamente al garante, che così sarà il titolare unico del prestito. In questo modo, il garante si sostituirà in tutto e per tutto al contraente, e andrà ad assumersi piena responsabilità per quel che concerne il pagamento delle rate, che dovranno essere pagare regolarmente ogni mese, e non in via eccezionale come avveniva prima.

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  1. GIOVANNI

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