Oltre la crisi ci sono i maker: impariamo da loro.

Una stampante 3D

Per uscire dalla disastrosa crisi economica in cui siamo precipitati probabilmente non basteranno riforme governative, iniezioni di liquidità dalle banche centrali o ristrutturazioni aziendali: il vecchio sistema deve essere completamente riprogettato e reso non “più sostenibile” ma “completamente sostenibile” in termini ambientali, occupazionali, di benessere delle persone e di equità.

A realizzare questa trasformazione probabilmente non saranno le grandi strutture governative o sovranazionali (che ultimamente non riescono più ad offrire risposte positive), ma le singole persone e le loro comunità. Finalmente abbiamo comunità non solo su base geografica, ma anche culturale: la rete unisce le persone che condividono interessi e conoscenze. Le comunità geografiche possono continuare ad occuparsi di cose importanti come la solidarietà sociale, i servizi pubblici essenziali, ecc., mentre le nuove comunità culturali possono generare innovazioni straordinarie.

La più straordinaria di queste comunità è quella dei maker:

I maker costituiscono un movimento culturale contemporaneo, che rappresenta un’estensione su base tecnologica del tradizionale mondo del fai da te.

Penso che questa definizione sia perfetta per descrivere cosa sono i maker oggi, ma entro breve sarà troppo riduttiva: presto la maggior parte delle persone diventerà un po’ maker, e questa sarà la risposta migliore che si potrà dare alla crisi.

Prima della rivoluzione industriale le persone comuni, in ogni parte del mondo, erano necessariamente dei maker, nel senso che provvedevano autonomamente a soddisfare almeno una parte delle proprie esigenze di consumo. In seguito, nelle società industriali, siamo tutti diventati completamente dipendenti dai prodotti disponibili sul mercato. Nelle nostre sono società è richiesto un elevato grado di specializzazione e ognuno svolge un ruolo specifico: chi è tagliato fuori dal sistema, anche se dotato di buone abilità e conoscenze, finisce nella categoria dei disoccupati. Ovviamente nessuna società europea, negli ultimi decenni, ha pensato di risolvere il problema incoraggiando le persone senza lavoro a coltivare da solo i propri alimenti o a confezionarsi i vestiti in casa, perché nessun singolo individuo avrebbe potuto competere con i prodotti economici e funzionali disponibili sul mercato: è risultato molto più conveniente sostenere le persone temporaneamente escluse dal mercato del lavoro con un sussidio economico, indirettamente posto a carico di quella parte di società che invece era ben inserita nel sistema. Dunque un po’ di soldi da spendere nel mercato e procurarsi almeno lo stretto necessario.

Con un pezzo di terra a disposizione dove fare un orto ecco però che un disoccupato smetteva immediatamente di essere tale (almeno nel senso letterale del termine) e tornava ad essere un maker come i propri antenati, in grado di procurarsi autonomamente almeno una piccola parte di ciò che gli serve.

La grande novità è che la tecnologia si sta evolvendo ad una velocità incredibile e non è lontano il giorno in cui le singole persone potranno creare da sé alcuni dei prodotti di cui hanno bisogno, e magari scambiarli con altri oppure venderli. Naturalmente non scompariranno l’industria tradizionale e le grandi organizzazioni, anzi svolgeranno un ruolo fondamentale in molti settori, ma nuovi strumenti quali robot costruiti con hardware low cost, stampanti 3D sempre più sofisticate, progetti open source e nuove soluzioni per la coltivazione e l’allevamento domestici permetteranno alle persone di provvedere a parte dei propri bisogni.

In questa nuova era post-industriale e neo-artigianale i prodotti finiti standardizzati a cui siamo abituati lasceranno spazio a componenti da integrare in progetti su misura e a prodotti molto aperti destinati ad essere personalizzati secondo i gusti delle persone.

Su Alltutorials ci occuperemo dei progetti dei maker (in una definizione iper estesa che comprende tutto ciò che si può fare da sè) per imparare a progettare, creare cose nuove oppure migliorare e personalizzare i prodotti industriali.

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