Ecco un investimento che rende il 30%. Garantito.

Per costruirsi una certa sicurezza economica ognuno di noi deve considerare due tipi di risparmio:

  • risparmio a breve/medio termine, necessario per affrontare eventuali imprevisti, ma anche le spese importanti (auto, ristrutturazioni, ecc.)
  • risparmio a lungo termine, necessario per costruirsi una certa sicurezza economica nel futuro, senza dover dipendere esclusivamente dal sistema previdenziale pubblico, sempre più avaro in termini economici e, peggio ancora, di certezze, in particolare per quanto riguarda l’età pensionabile che slitta sempre in avanti verso la soglia dei 70 anni.

In questo articolo parliamo di risparmio a lungo termine, ed in particolare della previdenza complementare, che finora non ha avuto molto successo in Italia nonostante goda di incentivi fiscali tali da renderla preferibile a qualsiasi altra forma di investimento.

Alcuni italiani non si fidano della previdenza complementare e pensano di poter contare sul TFR e altri risparmi per integrare la pensione pubblica. Ok, va benissimo, eppure a fronte della diffidenza per i fondi pensioni, gli stessi risparmiatori non hanno esitato ad affidarsi agli investimenti più disparati (dai Tango Bond alle azioni Parmalat solo per citare i casi più sciagurati). In questi ultimi vent’anni, durante i quali faticosamente si è cercato di convincere i lavoratori ad interessarsi alla previdenza complementare, i risparmi degli italiani sono stati erosi dalle oscillazioni dei mercati finanziari, dalle varie crisi globali, dai cattivi consigli e dalle eccessive commissioni applicate da banche e promotori finanziari.

Meglio allora fare un po’ di chiarezza e affrontare l’argomento senza pregiudizi, facendo un esempio concreto.

Il signor Rossi ed il signor Bianchi hanno entrambi tra 35 anni e possono risparmiare 100 euro al mese per 30 anni. Entrambi non amano il rischio e scelgono soluzioni prudenti finalizzate a proteggere il capitale dall’inflazione (obiettivo tutt’altro che banale in un periodo così lungo!).

IL SIGNOR ROSSI INVESTE IN UN PAC

  • Il signor Rossi sceglie di investire in un pac (piano accumulo capitale) investendo in etf con la propria banca online: questa è una delle soluzioni più convenienti oggi disponibili, in quanto gli etf hanno costi di gestione piuttosto bassi e la formula del pac, diluendo l’investimento nel tempo, evita il rischio di entrare sul mercato nel momento sbagliato.
  • Il signor Rossi punta a proteggere il proprio capitale e sceglie l’etf Amundi Euro Inflation:

L’obiettivo di AMUNDI ETF EURO INFLATION è di replicare il più esattamente possibile, sia al rialzo che al ribasso, l’andamento dell’indice Markit iBoxx Euro Inflation Linked. Questo indice obbligazionario rappresenta la performance dei titoli di Stato dell’area euro indicizzati all’inflazione (Germania, Francia, Grecia, Italia).

  • Il costo di questo strumento (ter) è pari allo 0,16%, cui vanno aggiunte le commissioni della banca (nel caso di Fineco 2,95 euro mensili per il pac su etf)
  • A questi costi bisogna aggiungere le imposte di bollo sul dossier titoli (minimo 34,20 euro annui)
  • Per semplificare ipotizziamo un rendimento netto in termini reali pari a zero: in pratica l’investimento si limiterà a proteggere il capitale dall’inflazione, che è esattamente l’obiettivo del signor Rossi
  • Alla fine del primo anno il signor Rossi avrà investito 1200 euro, mentre il capitale accumulato, al netto dei costi esposti sopra, sarà pari ad € 1.128,48: in pratica il rendimento reale sarà -6%! Questo perché inizialmente i costi fissi incidono molto.
  • Dopo 30 anni il signor Rossi avrà investito 36.000 euro: al netto dei costi sostenuti il capitale accumulato sarà pari a 33.019,20 euro. In pratica costi e bolli si saranno mangiati l’8,28% del capitale.
  • Se il signor Rossi desidera convertire il capitale accumulato in una rendita vitalizia otterrà 157 euro mensili a 65 anni, oppure 187 euro mensili a 70 anni.

IL SIGNOR BIANCHI INVESTE IN UN FONDO PENSIONE

  • Il signor Bianchi sceglie di investire nel fondo pensione chiuso della propria categoria, al fine di ottenere un contributo dal proprio datore di lavoro pari all’1% del reddito (ipotizziamo che il signor Bianchi guadagni 25.000 euro annui e sia un lavoratore del settore privato).
  • Per comodità nel confronto ipotizziamo che il costo del fondo pensione del signor Bianchi sia dello 0,16% (potete vedere i costi reali dei fondi pensione negoziali in questa pagina). Non ci sono altri costi, imposte di bollo e altro.
  • Il signor Bianchi potrà dedurre dall’imponibile IRPEF le somme investite nel fondo pensione: considerando che la sua capacità di risparmio è di 100 euro netti al mese, potrà investire nel fondo 1.560 euro (ipotizzando un’aliquota irpef del 23%), cui si aggiungeranno 250 euro di contributi versati dal datore di lavoro.
  • Per semplificare ipotizziamo un rendimento netto in termini reali pari a zero: in pratica l’investimento si limiterà a proteggere il capitale dall’inflazione, che è esattamente l’obiettivo del signor Bianchi. Questa stima presuppone che il fondo pensione abbia un rendimento lordo inferiore all’investimento in eft, perché la tassazione sui rendimenti degli etf è del 20%, mentre i rendimenti dei fondi pensioni sono tassati all’11%.
  • Alla fine del primo anno il signor Bianchi avrà investito 1200 euro, mentre il capitale accumulato, grazie agli incentivi fiscali ed al contributo aggiuntivo, sarà pari ad € 1.747,20: in pratica il rendimento reale sarà del 31,36%!
  • Dopo 30 anni il signor Bianchi avrà investito 36.000 euro: grazie agli incentivi fiscali ed al contributo aggiuntivo del datore di lavoro, il capitale accumulato sarà pari a 53.139,36 euro. In pratica avrà avuto un rendimento reale del 32,25%. Rispetto all’investimento in etf, pur presupponendo una performance finanziaria inferiore, il risultato finale è comunque decisamente superiore.
  • Se il signor Bianchi desidera convertire l’intero capitale accumulato in una rendita vitalizia otterrà 253 euro mensili a 65 anni, oppure 302 euro mensili a 70 anni.

Se volete sapere quanto capitale dovete accumulare per avere una determinata rendita vitalizia, potete usare questo strumento gratuito, mentre nel sito del fondo pensione della vostra categoria troverete sicuramente un motore per calcolare la vostra futura pensione integrativa, tenendo conto anche del versamento del tfr e di altri fattori che in questo articolo, per semplicità, ho trascurato.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.